Quanto incide l'asciugatrice sulle bollette?

in ASCIUGATRICE

Smog, umidità, climi freddi o, semplicemente, la mancanza di spazi adeguati, rendono l'utilizzo dell'asciugabiancheria necessario. Grazie alle alte temperature presenti nel nostro paese, questo elettrodomestico non è di uso comune nelle case italiane, a differenza di quanto accade nei paesi più freddi del Nord Europa.
Ma un'altra ragione che ha frenato molto la sua diffusione nel nostro paese è di tipo economico. Oltre al prezzo iniziale di acquisto, il timore di bollette energetiche eccessivamente alte ha convinto molti italiani a fare a meno di un elettrodomestico considerato “di lusso”.

Se di classe A costa 150 euro all'anno

Nonostante in commercio vi siano diverse tipologie di asciugatrici che promettono consumi ridotti, la verità di fondo è che oggettivamente il loro consumo energetico ha un’incidenza significativa sulla bolletta.
Come per tutti gli elettrodomestici il dispendio di energia dipende dalla classe energetica di appartenenza.
I consumi delle asciugatrici appartenenti alle classi energetiche B e C vanno generalmente dai 3 ai 5 kWh per ciclo di asciugatura, mentre le asciugatrici appartenenti alla classe A hanno consumi decisamente inferiori ai 3 kWh per ciclo (tipicamente 1,5 kWh circa). Quindi un’asciugatrice di classe A usata 20-30 volte al mese può incrementare mediamente di 150 euro annui il costo energetico.
È buona norma, nel caso si decida di acquistare un’asciugatrice, controllare con attenzione i dati riportati nella cosiddetta etichetta energetica su cui può essere presente il marchio Ecolabel, un logo a forma di fiore presente sugli elettrodomestici il cui funzionamento sia caratterizzato da un ridotto impatto ambientale.

Il nostro consiglio? L'asciugatrice a gas

Il consumo dipende anche molto dal modello, dall’alimentazione e dal tipo di “riscaldatore” usato, elettrico o a gas. Nel caso delle asciugatrici elettriche a pompa di calore, di classe A, i consumi possono andare da 1 a 3 kWh per un costo iniziale di 500-1500 euro, mentre quelle a serpentina, solitamente di classe B o C, possono arrivare a 4 kWh o più per un costo di 300-600 euro. Più costosa delle asciugatrici elettriche (circa 1000 euro), ma assolutamente più economica come costi di gestione, è l’asciugatrice a gas o a metano, con la quale si possono ridurre i consumi fino al 70% e conseguentemente l’impatto ambientale. Ciò significa che per asciugare un carico di biancheria in 50 minuti il costo sarà di circa 20 centesimi.

Dunque la scelta dipenderà da voi, perché le opzioni saranno di solito tra un prezzo iniziale maggiore che può essere ammortizzato in pochi anni grazie ad un minore costo “d’esercizio” oppure un costo d’acquisto inferiore ma con spese maggiori per l’uso giornaliero. Un’asciugatrice è un bene dalla durata pluriennale e molto spesso il “sacrificio” economico iniziale viene ripagato con i giusti interessi.

Regole base per ridurre i consumi energetici

Per ottimizzare comunque al massimo i consumi energetici è consigliabile seguire degli accorgimenti come per esempio caricare l’asciugatrice fino al raggiungimento della massima quantità di capi consentita o nel caso non sia possibile riempire tutto il cestello e si debba comunque procedere con l’asciugatura, selezionare l’opzione “Mezzo carico” e quando possibile, far lavorare l’asciugatrice durante la fascia oraria notturna, fascia in cui la tariffazione energetica è più bassa.


Ultimo aggiornamento: 22/11/2017 alle 13:56. Tutti i prezzi sono aggiornati quotidianamente.