Tutti i segreti del caffè di Napoli

in MACCHINA DA CAFFè

«Dai, prendiamoci un caffè!».
Quante volte vi è capitato di pronunciare o sentire questa frase?
Probabilmente sempre, perché per noi il caffè è pretesto e occasione di socializzazione con amici e conoscenti per una chiacchierata in leggerezza, al lavoro come nel tempo libero e come diceva Modugno “Pe vevere 'o cafè se trova 'a scusa, nisciuno dice "no" pecché è 'n'offesa”.
A Napoli, in particolare, infatti, il caffè è sempre stato un rito, una tradizione talmente radicata da aver consacrato in Italia e nel mondo l’espresso napoletano.

Il primo segreto è la tostatura

Prima dell’invenzione della moka, nel nostro Paese il caffè si preparava generalmente con caffettiere di tipo napoletano, dette “cuccumelle”. Questi apparecchi, ancora oggi diffusi in alcune zone dell’Italia meridionale, sono costituiti da tre parti: una caldaia con un manico ed un foro, un filtro a forma di cilindro con un coperchio bucherellato e un serbatoio per il caffè con un beccuccio ed un manico. Il primo segreto per ottenere un ottimo caffè è racchiuso nella miscela napoletana e nella sua tostatura che le conferisce una più scura colorazione rispetto a quella delle altre regioni italiane e straniere. Questa, unita alla maestria nelle manovre della macchina per espresso, conferisce il caratteristico gusto al caffè napoletano.

5 passaggi fondamentali

I passaggi per la riuscita di un ottimo caffè sono pochi ma importanti.
1. Si calcolano 5-6 grammi a persona di questa miscela con macinatura media. Una volta inserita la polvere all’interno del filtro, si avviterà sopra di esso il coperchio bucherellato.
2. Dopo avere versato l’acqua necessaria all’interno della caldaia, cercando di non superare il foro, si porrà l’intero cilindro contenente il filtro all’interno della caldaia stessa stando attenti a non far fuoriuscire l’acqua.
3. A questo poi si avvita il serbatoio in modo che i due manici siano allineati tra loro e si pone la caffettiera sul fuoco, con il beccuccio all’ingiù, portando l’acqua ad ebollizione. Quando l’acqua nel cilindro inferiore arriva all'ebollizione un filo di vapore esce dal forellino.
4. La caffettiera viene tolta dal fuoco e, afferrandola saldamente per i due manici, capovolta con decisione. Così l’acqua, per gravità, passa lentamente attraverso il caffè macinato raccogliendosi nel deposito inferiore ed estraendone aromi ed essenze, così dopo qualche minuto potrà essere servito in tutta la sua bontà.
5. Importante accorgimento è quello di lavare bene la caffettiera napoletana con acqua calda e di asciugarla delicatamente.

La tradizione del caffè sospeso

Se vi ritrovate per le strade di Napoli allora sfruttate l’occasione per bere un caffè tradizionale, perché è più salutare di qualsiasi altra preparazione di caffè, visto che l’estrazione di caffeina, relazionata al tempo di esposizione all’acqua calda, è minima. E inoltre perchè, come scrive Luciano De Crescenzo in Il caffè sospeso: “Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…”
Magari è il vostro giorno fortunato.


Ultimo aggiornamento: 20/10/2017 alle 03:08. Tutti i prezzi sono aggiornati quotidianamente.